Incentivi Statali e Detrazioni Fiscali Fotovoltaico

DETRAZIONE FISCALE IMPIANTI FOTOVOLTAICI (fino al 31.12.2024)

E’ stata prorogata fino al 31/12/2024 la Detrazione IRPEF del 50% per ristrutturazioni e fotovoltaico anche con accumulo. La detrazione IRPEF del 50% per le ristrutturazioni edilizie generiche può essere applicata anche nell’ipotesi di installazione di impianti fotovoltaici anche con accumulo.
Bonus Casa ed adempimenti richiesti
Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2024 sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute entro il limite di 96.000 euro di spesa. La proroga è valida sia per i lavori sulle singole unità immobiliari che per la ristrutturazione delle parti comuni degli edifici condominiali.

CARATTERISTICHE ED ADEMPIMENTI
La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Il legislatore ha previsto un ulteriore requisito per gli interventi di installazione di impianto fotovoltaici che richiedono la detrazione fiscale: l’invio all’Enea della scheda riassuntiva dell’intervento realizzato entro 90 giorni dalla fine dei lavori, al fine di consentire all’Agenzia delle entrate di monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito in seguito alla realizzazione degli interventi di ristrutturazione.
IVA RIDOTTA – IVA IMPIANTI FOTOVOLTAICI

Per gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici ed accumulo elettrochimico è possibile, inoltre, usufruire della aliquota ridotta al 10% sull’IVA.
Nel caso si tratti di nuova costruzione prima casa si può richiedere l’IVA al 4% ma in tal caso l’agevolazione non è compatibile con la detrazione fiscale.

ESEMPI CALCOLO DETRAZIONE

Detrazione fiscale per un impianto fotovoltaico

Costo impianto fotovoltaico da 3 kW = 6.000 Euro iva inclusa 10% (stimato)
La Detrazione fiscale al 50% sarà pari a 3.000 Euro suddivisa in 10 quote annuali di 300€  
La Detrazione Fiscale annua sarà pari a 3.000/10 = 300 Euro/anno.

Detrazione fiscale per un impianto fotovoltaico con accumulo

Costo impianto fotovoltaico da 3 kW con accumulo da 5kwh = 10.000 Euro iva inclusa 10% (stimato)
La Detrazione fiscale al 50% sarà pari a 10.000 Euro suddivisa in 10 quote annuali di 1.000€  
La Detrazione Fiscale annua sarà pari a 10.000/10 = 1.000 Euro/anno.

 

 

 

 

MECCANISMI DI CESSIONE DELL’ENERGIA NON AUTOCONSUMATA

È possibile remunerare l’elettricità prodotta e non consumata da un impianto fotovoltaico scegliendo due meccanismi: lo scambio sul posto e il ritiro dedicato. Consumare l’energia elettrica prodotta in autonomia, tipicamente con un impianto fotovoltaico, consente a privati, aziende e PA di ottenere un risparmio consistente sulla bolletta. Per ottenere i migliori tempi di rientro dell’investimento è necessario dimensionare l’impianto di produzione in modo tale da massimizzare l’autoconsumo immediato dell’elettricità. Ma si può valorizzare e remunerare economicamente l’elettricità che non si può auto-consumare e immessa in rete tramite due meccanismi, utilizzabili in alternativa: lo scambio sul posto e il ritiro dedicato. Entrambi i meccanismi di remunerazione sono messi a disposizione dal GSE, il Gestore dei Servizi Energetici.

SCAMBIO SUL POSTO

Lo Scambio sul Posto è utilizzabile per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili fino a 200 kW di potenza. Requisito necessario per accedere al meccanismo è la presenza di impianti per il consumo e la produzione di energia connessi a un unico punto di connessione con la rete pubblica. Con lo Scambio sul Posto il GSE riconosce una parziale compensazione economica che remunera la differenza tra il valore (non la quantità) riconosciuto all’energia immessa in rete in un determinato momento e quello corrisposto per l’elettricità prelevata e consumata in un momento diverso (valore generalmente più alto). Semplificando, si tratta di una sorta di “rimborso parziale” delle bollette che si pagano al fornitore per l’energia che risulta prelevata dal contatore. Inoltre, se a fine anno l’energia immessa in rete è maggiore di quella prelevata dalla rete, le eccedenze possono essere a loro volta remunerate dal GSE. In estrema sintesi, dato che tutta l’energia prelevata dalla rete viene già pagata al fornitore in bolletta, il contributo in conto scambio rimborsa il valore di quella quota di energia prelevata che è “coperto” dal valore dell’energia immessa. A questo reintegro viene aggiunto il rimborso di una parte di costi fissi calcolati sull’energia scambiata. Il GSE eroga il contributo in Conto Scambio in acconto su base semestrale e in successivo conguaglio su base annuale. Dal 1° gennaio 2015, i soggetti che hanno scelto lo Scambio sul Posto (a esclusione degli impianti fino a 3 kW di potenza) devono corrispondere al GSE una tariffa a copertura degli oneri di gestione in funzione della potenza dell’impianto.

 RITIRO DEDICATO

Il Ritiro Dedicato da parte del GSE rappresenta una modalità semplificata a disposizione dei produttori di elettricità per il collocamento sul mercato dell’energia elettrica immessa in rete, alternativa alla vendita diretta in Borsa. In pratica, il GSE funge da acquirente e intermediario tra il produttore e il mercato dell’energia, con il vantaggio di semplificare le procedure e offendo, a determinate condizioni, una redditività più sicura rispetto ai prezzi che caratterizzano il mercato libero sulla Borsa, grazie a prezzi minimi garantiti. Possono richiedere l’accesso al Ritiro Dedicato gli impianti che rispettino le seguenti condizioni:

  • potenza inferiore a 10 MW alimentati da fonti rinnovabili e non rinnovabili;
  • potenza qualsiasi per impianti che producano energia elettrica dalle seguenti fonti rinnovabili: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica (limitatamente agli impianti ad acqua fluente);
  • potenza uguale o superiore a 10 MW, alimentati da fonti rinnovabili diverse dalle fonti rinnovabili citate in precedenza.

Il prezzo di ritiro dell’energia elettrica da parte del GSE è definito dall’Autorità per l’Energia ed è pari al prezzo zonale orario, ossia il prezzo che si forma sul mercato elettrico che varia in base all’ora nella quale l’energia viene immessa in rete e alla zona di mercato in cui si trova l’impianto. È possibile richiedere l’applicazione di prezzi minimi garantiti, stabiliti annualmente dall’Autorità per l’Energia, se l’impianto è:

  • a fonte rinnovabile, non incentivato con altri meccanismi che remunerano l’energia prodotta, di potenza fino a 1 MW;
  • fotovoltaico, incentivato, di potenza fino a 100 kW;
  • idroelettrico, incentivato, di potenza efficiente fino a 500 kW.

La richiesta di Ritiro Dedicato al GSE va inoltrata entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto. Il contratto dura un anno ed è tacitamente rinnovabile. Come per lo Scambio sul Posto, anche nel caso del Ritiro Dedicato dal 2015 è prevista una tariffa da corrispondere al GSE per gli oneri di gestione, verifica e controllo, differenziata per fonte di alimentazione e calcolata sulla base della potenza dell’impianto

 

 
 
Cos’è il Decreto FER1?

Il Decreto FER1 o Decreto Rinnovabili introduce un nuovo meccanismo
di incentivazione per la realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia rinnovabile. Il D.M. 4 luglio 2019 (Decreto FER1 appunto) riguarda in particolare impianti fotovoltaici, eolici, idroelettrici e a
gas di depurazione e prevede una serie di requisiti per l’accesso agli
incentivi.

FER1: quali incentivi per quali impianti di energia rinnovabile?

Il Decreto Rinnovabili o FER1 suddivide gli impianti incentivabili in 4 gruppi in base alla tipologia, alla fonte di energia rinnovabile e
alla tipologia di intervento:

Gruppo A: impianti eolici “on-shore” di nuova costruzione, di riattivazione o di potenziamento e impianti fotovoltaici di nuova costruzione.

Gruppo A-2: impianti fotovoltaici
di nuova costruzione, i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali con la completa rimozione di eternit o amianto.

Gruppo B: impianti idroelettrici e impianti a gas residuati dei processi di depurazione di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento.

Gruppo C: impianti coinvolti in opere di rifacimento totale o parziale eolici “on-shore”; idroelettrici; a gas residuati dei
processi di depurazione.

Quali sono le tariffe del Decreto FER1

Come si legge nel Dm Rinnovabili, le tariffe incentivanti arrivano fino a 150 euro a MWh per l’eolico, a 155 euro per l’idroelettrico, a
110 euro per i gas prodotti da processi di depurazione e a 90 euro per i
piccoli impianti di solare fotovoltaico.Più in generale, il meccanismo degli incentivi è differenziato per fonte rinnovabile, dimensione degli impianti, allacciamento alla rete di distribuzione. FER1 prevede due meccanismi di incentivazione, in funzione della potenza dell’impianto.

  1. La Tariffa Onnicomprensiva (TO) è costituita da una
    tariffa unica, corrispondente alla tariffa spettante, che remunera
    anche l’energia elettrica ritirata dal GSE.
  2. L’Incentivo (I) si calcola come differenza tra la tariffa spettante e il prezzo zonale orario dell’energia.

Per gli impianti di potenza fino a 250 kW è possibile scegliere una delle due modalità, mentre gli impianti di potenza superiore ai 250 kW possono accedere soltanto all’incentivo.

Come funziona il Decreto FER1 e come accedere agli incentivi

Ci sono due modalità principali per accedere agli incentivi dedicati alle rinnovabili, in base alla potenza dell’impianto e alla tipologia:

Iscrizione ai Registri: per impianti di potenza superiore a 1 kW (20 kW per i fotovoltaici) e inferiore a 1 MW per i Gruppi A, A-2, B e C;

Partecipazione a Procedure d’Asta: per impianti di potenza superiore o uguale a 1 MW che appartengono ai Gruppi A, B e C.

In entrambi i casi, ci sono tempi e scadenze ben definite per accedere agli incentivi per le rinnovabili. A questo proposito il GSE ha individuato fin da subito sette bandi complessivi:

  • Primo bando: dal 30 settembre 2019 al 30 ottobre 2019
  • Secondo bando: dal 31 gennaio 2020 all’1 marzo 2020
  • Terzo bando: dal 31 maggio al 30 giugno 2020
  • Quarto bando: dal 30 settembre al 30 ottobre 2020
  • Quinto bando: dal 31 gennaio 2021 al 2 marzo 2021
  • Sesto bando: dal 31 maggio al 30 giugno 2021
  • Settimo bando: dal 30 settembre al 30 ottobre 2021
  • Ottavo bando: dal 31 gennaio al 3 marzo 2022

Sul sito di riferimento, il GSE ha pubblicato la Guida all’utilizzo del Portale FER-E con tutte le modalità di presentazione
delle richieste di iscrizione ai Registri e alle Aste. Il documento raccoglie tutte le informazioni e le procedure per effettuare richiesta di incentivazione o come fare una presentazione da parte di un aggregato
di impianti. Le richieste di iscrizione e partecipazione alle aste vanno inviate
esclusivamente nei periodi di apertura dei vari bandi indicati, attraverso il Portale FER-E.

Fotovoltaico e FER1: chi sono i beneficiari

Se parliamo dei soli impianti fotovoltaici, ci sono due gruppi di possibili beneficiari degli incentivi:

Gruppo A: impianti FV su tetti o a terra.
Gruppo A-2: impianti FV che sostituiscono coperture in amianto o ethernit.

Quali requisiti deve avere un impianto fotovoltaico per accedere agli incentivi?

Il Decreto FER1 ha previsto 6 criteri di priorità per gli impianti FV del Gruppo A:

  • Impianti realizzati su discariche e terreni contaminati.
  • Impianti con colonnine di ricarica (15% della potenza dell’impianto).
  • Aggregati di impianti.
  • Maggior offerta al ribasso sull’incentivo (max 30%).
  • Minore tariffa spettante.
  • Data della domanda di partecipazione.
Siamo in attesa che venga pubblicato il Bando Fer2 col nuovo scadenziario erp l’iscrizione ai registri